RETE TRADIZIONALISTA DELLE DUE SICILIE

 

settembre 2011

Un “…contributo alla conoscenza del personaggio, attraverso la sua stessa prosa, e, più ampiamente, un invito alla rivisitazione della storia e al ristabilimento di verità troppo a lungo negate”. Questo vuole essere “Sulla Corruzione del secolo circa la mutazione dei vocaboli e delle idee”, il volume dato alle stampe dalla casa editrice partenopea “Controcorrente”, che ripropone uno scritto del 1833 di Antonio Capece Minutolo principe di Canosa.

Uomo politico e scrittore oppositore dei “miti della rivoluzione francese”, fu fermo sostenitore della legittimità, divenendo “capo indiscusso” dei circoli reazionari italiani e bersaglio dei principali fautori del Risorgimento.

Tuttavia, la riflessione del Canosa, seppur da inquadrarsi negli anni Trenta dell’Ottocento, resta attuale. “Se i giudizi si formano dal confronto delle idee e queste vengono suscitate negli uomini dai vocaboli – scriveva il Canosa – quando questi vengono cangiati, nulla diviene più agevole per la moltitudine che il formare dalle false idee giudizi falsissimi. E il cangiamento dei vocaboli, il dare a vizi e delitti il nome delle virtù, il pervertire così le idee e quindi il raziocinio, ha sempre formato la base delle rivoluzioni”.

Vanessa Pierattini


 

 

Un Commento a “● Su Cilento il pensiero del Principe di Canosa”

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