● Raccolta iconografica del Principe di Canosa

Miniatura del Canosa in abiti civili (Collez. privata Capece Minutolo). Dovette essere eseguita all’epoca della pubblicazione del Ritratto di A.M. Ricci.

Grande ritratto del Canosa in uniforme militare (Collez. priv. Capece Minutolo)

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Al recto l’immagine del Canosa in divisa militare contornata dalla scritta Antonio Minutolo Capecio Principi Canusii.

Al verso la scritta HIC FIDE IMMOBILI IN LEGITTIMA PRINCIPUM IURA IN IISDEM SCRIPTO ET MANU ADSERENDIS VINDICANDIS NEMINI SECUNDUS INCANUIT IDEMQ. IN GRATIA VEL UTILITATE PERCIPIENDA POSTREMUS OMNIUM EXSTITUT. A. MDCCCXXXIII (Qui è raffigurato con fede incorrotta nei legittimi diritti del prìncipe, negli scritti come nelle opere, a nessuno secondo nella difesa e nella rivendicazione, tale invecchiò, ultimo tra tutti nel ricevere privilegio o compensi). In giro serpente che si morde la coda.

Fu coniata in omaggio al Canosa e si trova riprodotta in Eduardo Ricciardi, Medaglie del Regno delle Due Sicilie (1735 – 1861), Napoli, 1930.

Il Canosa in abito militare nell’atto di scrivere. Il disegno, evidentemente tracciato direttamente sulla pietra litografica, una volta stampato, risultò rovesciato: la fascia va da sinistra a destra e la mano che scrive è quella sinistra.

Il Canosa in abito civile. Pubblicata in Cesare Spellanzon, Storia del Risorgimento e dell’unità d’Italia, vol. I, pag. 746. (Raccolta iconografica degli Uffizi, Firenze)

Il Canosa in uniforme di Consigliere di Stato. In basso la scritta Antonius Capycius Minutulus Canusii Princeps. Pedissequa la frase cum irent omnes ad vitulos aureos, quos fecerat Jeroboam Rex… Hic solus fugiebat consortia omnium, sed pergebat in Jerusalem ad Templum Domini, et ibi adorabat Dominum Deum Istrael Tobias 1.5 et 6.

Il Canosa è ritratto in uniforme di Ministro di Stato decorato della Gran Croce della Concezione Immacolata e relativa fascia. Poggia la destra su alcuni libri e la sinistra sull’elsa della spada. Sullo sfondo alla sua destra un busto di Ferdinando I.

È inserita a sinistra del frontespizio del libro In confutazione degli errori storici e politici da Luigi Angeloni esposti contro sua Maestà l’Arciduchessa Maria Carolina D’Austria Defunta Regina di Napoli. Epistola di un amico della verità ad uno storico italiano rispettabilissimo, Marsiglia, 1831 (L’incisione è pertanto di tredici anni anteriore alla data di pubblicazione del libro).

In testa la scritta: Cum irent omnes ad vitulos aureos quos Jeroboam Rex Jerusalem is solus fugiebat consortium omnium, et pergebat in Jerusalem ad Templum Dei Domini nostri. Tob. In princ.(Mentre tutti accorrevano dai vitelli d’oro che aveva fatti Jeroboan re di Gerusalemme, egli soltanto fuggiva il consorzio umano e andava a Gerusalemme nel Tempio di Dio Nostro Signore).

Al centro l’immagine particolarmente corrucciata del Canosa e la scritta Antonius Capycius Minutulus Canusii Princeps, Anno MDCCCXVIII.

In basso lo stemma semplificato dei Capece Minutolo, la spada, la penna e il libro aperto.

L’immagine del solo volto è stata pubblicata in Luigi Bulferetti, La Restaurazione, p.448, ne La Storia d’Italia coordinata da Nino Valeri, Torino, Utet, 1959.

 Il Canosa è rappresentato in abito civile con la Gran Croce conferitagli da Ferdinando VII (Collez. priv. Capece Minutolo).